Autori contemporanei
affermati, emergenti ed esordienti
- Claudio Salvini - Racconti... e frammenti
- Collana I salici (narrativa)
- 14x20,5 - pp. 84 - Euro 8,00
- ISBN 88-8356-880-X
- In copertina disegno
- di Claudio Salvini
Presentazione
- Alcune Notissime Blog Star, assidue lettrici del suo blog, hanno scritto quattro righe a proposito di "Racconti e... Frammenti".
- Sbloggata:
- Parole frammentate nella quotidianità di un gesto, di una routine comune.
- Parole che approdano altrove attraverso quell'improvviso moto della fantasia, quel balzo della creatività che dona voce a sentimenti profondi, che accorda le emozioni con note danzanti su una musica lontana.
- Una musica che diviene passione e che lascia un'eco di risposta nel silenzio di un racconto.
- http://sbloggata.ilcannocchiale.it
- Emanuela Zini:
- Distrazioni e deviazioni, racconti di ciò che vedi con la coda dell'occhio, pensieri e divagazioni mentre stai facendo qualcos'altro.
- Ricordi e sogni di ciò che non c'è più.
- Un cane o un lago possono rammentarti cos'è l'amore.
- L'assenza di memoria, di un barbone, di un padre sono occasioni per fermarsi a pensare.
- Il tutto a ritmo di jazz.
- http://emanuelazini.splinder.com
- Un ringraziamento speciale a:
- Hotel Baltic, Giulianova Lido (Te)
- www.hotelbaltic.com
- Hotel Haway, Villarosa (Te)
- www.hotelhaway.it
Prefazione - Questo libro (che emozione chiamarlo così!...) parla di persone perse e ritrovate... Mai cercate! Parla di distanze reali, apparenti, imponderabili. Parla di desideri disattesi e lampi di luce; di personaggi fantasiosi ed irreali soltanto immaginati, oppure toccati, annusati e vissuti in qualche giorno della mia vita.
- Sparse a caso, qua e là, come nei racconti di un anziano o nei sogni di un ragazzo, verità impreviste, musiche di sottofondo, richiami a storie, epoche ed artisti che hanno contribuito a creare la mia anima "blu".
- ... ...
- Io che scrivo un libro?
- Come un sordo che suona uno strumento!
- La mia presunta capacità di sporcare in modo creativo un foglio con una penna non nasce dall'aver camminato gli occhi su migliaia di pagine memorabili, ma da una 's'cultura fatta di suoni, immagini, parole e sensazioni vissute e il terrore che il tempo e l'incuria della vita di tutti i giorni avrebbero concorso nel perderne il profumo, il ricordo e l'insegnamento.
- Poi c'è il mio costante desiderio di "fare per stimolare gli altri a fare".
- Suonare la tua musica anche se non sai cos'è un pentagramma, parlare con le tue parole anche se in dialetto stretto, correre con le tue gambe anche se più lentamente di un bradipo, e... infine... Scrivere la tua storia... anche se ancora non sai cosa...
Nightfreeqnc www.nightfreeqnc.ilcannocchiale.it
Racconti... e frammenti
Con la faccia di un bambino- Con la faccia di un bambino, intimorito e curioso, in mezzo a tanti sconosciuti.
- Così mi immagino quando inizia una nuova settimana in un villaggio turistico e io devo presentarmi... Sono un Animatore!
- Convincere la gente che la distanza che ci separa è nulla e che basta un saluto e un "gioco aperitivo" per rendere indimenticabile una vacanza: questo è il mio primo, arduo e fondamentale compito.
- Per di più è settembre, e ogni volta che si avvicina settembre per me è un po' Capodanno...
- Rappresenta il momento in cui mi ripresento a mio padre, mi misuro con l'anno precedente e controllo quanto son cresciuto.
- ... ...
- Mentre saluto sorridente la gente, stringo mani e "misuro distanze", mi blocco e improvvisamente mi martella in testa una domanda:
- - Qual è la distanza tra due persone?...
- Un anziano signore, ancora con le valigie in mano, mi dice:
- - Prendi un metro! Se poi sono in movimento fai la media dei rilevamenti in un lasso di tempo!...
- "Un matematico!" penso; ora lo frego io:
- - E se una delle due persone è... Morta?
- Lui si ferma, lascia le valigie di scatto sui piedi della moglie, vi risparmio i lamenti, guarda in alto.
- Poi, con un'aria insospettabilmente romantica e candida dice:
- - In quel caso contano solo i sentimenti. Si misura la vicinanza delle anime. Si può essere molto vicini a persone lontanissime, col cuore!
- Soddisfatto da tanta saggezza lo lascio andare in camera con un sorriso in omaggio.
- Immediato mi sale un fastidioso brivido lungo la schiena e poi una domanda ancora: ma perché diamo spesso per scontate misure razionali quando parliamo di persone? Perché con altrettanta facilità ci ricordiamo di sentimenti e spirito quando tocchiamo tasti come la morte?... Cioè anche e soprattutto da vivi dovremmo tener conto dei sentimenti che ci legano ad un'altra persona... La risposta giusta è sempre la seconda, ma perché non lo diciamo?
- Quante volte ho ragionato di restare in casa una sera per guadagnarmi il diritto di far più tardi la successiva...
- Oppure mio padre mi avrà strillato, sicuro che il giorno dopo io mi sarei regolato secondo le sue parole...
- E come al solito i conti non tornavano: la quantità di tempo che passi in casa non è direttamente proporzionale a quella che ti permetteranno di trascorrere fuori. Così come il volume della voce non aumenta l'efficacia di un insegnamento!
- Misure! Quantità! Distanze! Volumi!... Non contano affatto!
- ... ...
- Se Penso a mio padre, ricordo quattro frasi, i lenti e funambolici viaggi in Land Rover, le camminate in montagna, il primo sigaro del mattino, il trigemino e azioni silenziose, ma forti, decise, sicure... poche cose a contarle!
- Vi rammento le frasi: stavamo camminando sul "Petroso"1, lungo il sentiero da tempo chiuso ai turisti, un po' affaticati, e lui:
- - Dio ci ha dato dei doni, dei talenti e il nostro compito è accrescerli e sfruttarli per vivere con noi e con il prossimo...
- Un giorno mi presentai con il pizzetto e vestito un po' sgargiante, perché preso dallo stile "Jazzy" di Dizzy Gillespie e dalla voglia di suonare quel vecchio Sax di "Zio Dexter Ermanno", e lui:
- - ... Per giocare a biliardo non cominciare comprando i birilli!
- In un'altra ironizzavo sulle smancerie di un mio amico con la ragazza, io eterno single per scelta, forse! Sicuro di un "appoggio" da parte di mio padre, sempre così apparentemente "duro", e lui invece:
- - Un giorno tu mi presenterai la tua ragazza e io sarò felice di stringerle la mano e capire se nel suo sguardo c'è qualcosa che...
- E rimase sospesa così...
- L' ultima in campeggio, solo noi due, con la Land Rover!
- Era notte e tornavo dal bar del "Vecchio Mulino"2 e lui mi chiamò:
- - Ero sicuro fossi tu, ti avevo riconosciuto dal rumore dei passi sull'erba...
- Poche frasi, è vero, ma io da allora guardo negli occhi le ragazze, le persone. Da allora mi incuriosiscono i gesti, il loro camminare. Da allora guardo "dentro" i vestiti e le auto che guidano, e... da allora... io mi innamoro!
- Ho sempre pensato a come dimostrargli la mia crescita, la mia vicinanza con confronti, misure(?!?).
- Ma in quello che sono e che faccio c'è l'esatta distanza che mi separa da lui.
- ... ...
- Conosco migliaia di ragazzi ogni anno. Il mio lavoro, oltre ad insegnargli un lavoro, è di incoraggiarli ad essere indipendenti. Quando ci riescono si sentono più vicini ai loro genitori, più sicuri e aperti... Forse ho trovato la mia strada, passando attraverso otto anni di fabbrica e tre ore di sonno a notte per fare contemporaneamente animazione e cabaret, e l'unico modo che ho ora per essere vicino ai miei è percorrerla.
- ... ...
- Ritrovo la capacità di coinvolgimento e la convinzione di mio padre, la sua pulizia, la sua curiosità. Il suo legame con le tradizioni e anche il suo originalissimo anticonformismo... e un piccolo velo di tristezza dato dal dubbio che lui se ne sia andato chiedendosi se avesse fatto abbastanza per noi... Se avesse fatto in tempo...
- ...A me è mancato non potergli raccontare giorno per giorno le mie evoluzioni, i suoi consigli, le sue urla e il suo sorriso sottile e rilassante...
- Ma il "quanto" non conta più: lui se n'è andato dopo soli venticinque anni della mia vita, ma è dentro tutte le cose che faccio e che penso!
- Il "come" ha valore sempre: come parlo con le persone, come mi avvicino, come sorrido, come le guardo, come mi guardano... e di questo e della spontaneità che ho nel comunicarlo ti ringrazio papà e ti conforto: il tuo lavoro lo hai compiuto, riposa e sorridi ai miei errori e ai successi.
- Tu sei in me e ora te lo dico convinto e ad alta voce!
- ... ...
- Basta voltarsi una sola volta al momento e nel modo giusto e guardare negli occhi il proprio figlio, genitore, amico... per avvicinarsi per sempre, comunicare senza paure ogni cosa.
- Non c'è rimprovero o litigio che giustifichi la durezza, la cattiveria del gelo, dell'incomunicabilità o la distanza tra due mura invalicabili!
- Non c'è misura razionale che valga per giudicare una persona o un legame. Età, altezza, peso non contano; contano la voce, le parole, i gesti, il cuore. Il coraggio, la paura, l'amore e, come dico da sempre, conta la musica!!!
- ... ...
- - Allora, 'sto gioco aperitivo?
- Quasi di soprassalto mi desto dalla mia filosofica elucubrazione, mi apro in un sorriso luminoso e...
- Con la faccia di un bambino curioso ed intimorito da tanti sconosciuti, e col mio pesante e scuro corpo da adulto grido:
- - Gioco aperitivooo!
A mio Padre
- Buona lettura...
- 1. Monte Petroso: cima suggestiva e perigliosa del Parco Nazionale d'Abruzzo
- 2. Campeggio a ridosso della Val Fondillo, sempre nel P. N. A.
Blu Blu è il colore della Notte. Blu sono le note discendenti, i tasti neri delle bianche storie dell'anima. Blu è il sipario socchiuso, il riposo dell'attore. Blu è una voce distante, una persona lontana. Blu è il volto di chi suda e sogna. È strano e attraente, caldo ed appagante triste e provocante... Vitale! Inafferrabile. Pesante di fumo nei locali del Be-Bop Leggero come il volo di "Bird", come l'eco essenziale del Groove. Blu è la musica che ti scorre nelle vene... Solo in certi momenti.
Un Cane col K-Way "Conversation with a dog" - ... Il grigio bianco-nero dei film anni '50!
- Le gocciolanti melodie e il sincopante1 suono delle prime storie metropolitane raccontate in centinaia di suggestive pellicole.
- Il sogno di potersi immergere nella loro immortalità e veder grondare di quella pioggia gli scampoli di una normale vita di un uomo normale, in questo assurdo, incomparabile, sconosciuto... normale XXI secolo.
- Impermeabili e cappelli; rumorosi "cuoi" su marciapiedi affollati per rincorrere tacchi a spillo, agili di calze velate con la riga di dietro, gonne lunghe, morbide e sensuali; auto gonfie di carrozzerie ingombranti e fari tondi nella notte.
- Locali scuri e fumosi: l'ossigeno dei primi voli di Diz & Bird2, degli Hipsters3, di Broadway e i suoi miti.
- Tutto ciò è dentro la testa di quest'uomo che cammina solitario, naturale e tutt'altro che triste: la sua "Big Apple"4 dialoga fitta tra i radi capelli e la marcia caotica che rumoreggia il centro; come la tintinnante bacchetta di un drummers su un "ride"5 che swinga duro!
- "Ma cos'è un ride?... Chi sono Diz & Bird?... E gli Hipsters? Ah! Broadway certo, si sa cos'è...". Pensa ironico.
- Il suo è un andamento pigro e riflessivo. La testa in basso guarda la segnaletica sempre aggiornata e ben visibile della cultura civica della piccola cittadina: "Non manca niente, dalle marche di sigarette, alle lattine, i volantini pubblicitari, fogli sparsi e... qualche cacca di cane! Cazzo!"
- Si avvicina ad un'aiuola strusciando la scarpa, circospetto; guarda l'ora: "È presto!... Che strano, i luoghi hanno sempre un perché: l'ufficio per il lavoro; la palestra per il corpo e qualche conoscenza; il locale la sera per una jam con gli amici e così via. Gli spostamenti? La strada calpestata tutti i giorni per arrivare qua o là?... Non mi offrono niente, tra le cartacce, gli sguardi indifferenti e sconosciuti e il traffico? Servono soltanto a portarmi da un luogo ad un altro?... Boh! Non so se mi piace questo discorso... Ma tu scrivilo lo stesso!... 'Round Midnight! Il grande Dex!...Che storia Blu!"6
- Ha un po' di tempo ancora, decide di fermarsi e insaporire quel vacuo passaggio nel corso... È un po' stanco... Si rilassa... Quasi assopisce tra le sue meditazioni.
- ... ...
- Questa sera però non piove, nessuno suona un sax solitario appoggiato ad un lampione, luci e colori offendono pupille e sogni demodé, nessuno racconta avulse storie di vita "blu" a chi non può capirle. Si guarda attorno: non c'è proprio niente che lo riporti alle atmosfere che ama creare per... una ragazza ad esempio!
- Soltanto una coperta di nebbia fastidiosa che sfoca gli spigoli dei palazzi, un freddo invernale che aggredisce le ossa, i pensieri, il petto.
- ... ...
- Ad un tratto Lei!
- Distrattamente notata, involontariamente osservata; immediatamente colpito, attonitamente bloccato, lui ora improvvisamente vuoto!
- C'è musica tutto intorno: una vecchia ballad jazz, tanto per cambiare, musica nera, cuore nero, pelle nera, ma... occhi chiari.
- La donna è giovane, è bellissima, ha i capelli lunghi: sembrano tirati con forza all'indietro, costretti in una coda, ma a stento trattiene le onde di quel mare bruno e lucido che riflette le luci di lampioni e insegne, mentre lei guarda dentro... i negozi.
- E allora anche lui guarda dentro... di sé... e non comprende cosa sia quell'attrazione così inattesa e apparentemente immotivata.
- Ma lei è già lontana: passo svelto, leggero, espressione distesa da pensieri rivolti a chissà chi, diretta verso chissà quali strade, storie...
- L'ombra della incombente sera la copre dal freddo di quel percorso luminoso e ora deserto e la rende invisibile in pochi secondi.
- Lui si alza, meccanicamente; fa due passi come per inseguirla, poi scorge un cocktail bar. Preferisce un aperitivo e regalarsi altro tempo per rimuginare intorno a quel brevissimo minuto insignificante: non una parola, neanche uno sguardo, eppure lei è ancora in lui.
- "Perché?..." Mugugna sottovoce, poi distende il volto in un'espressione rilassata e spensierata, guarda sereno il delicato sorriso della giovane barman e: - Un aperitivo e qualche stuzzichino... Grazie!
- Si siede...
- Si guarda intorno...
- Un sorso... Un morso ad una pizzetta.
- Il tempo va avanti sempre con lo stesso ritmo, senza lasciarsi incantare dal frenetico ciarlare dei clienti del locale.
- Riprende piacevolmente quel solleticante e appagante pensiero nella sua mente: "... Perché?! Ma è semplice: perché era bella, anzi splendida, così abbagliante da immaginarla dolce, sincera, intelligente, sensibile... Wow!..."
- Riabbassa leggermente la testa mentre alza il bicchiere... In poche parole accenna un altro sorso...
- - Ah! L'hai conosciuta?... Sono curioso: com'è? Com'è? Sentiamo!...
- È Blu!
- Cammina a quattro zampe, contempla timidamente il luogo...
- Ed è Blu!!!
- Un cane col K-Way!
- Si accuccia, si guarda in quell'abito strano, come per giustificarsi dagli sguardi curiosi dell'uomo; impaurisce ad ogni movimento per il rumoroso strofinare del nailon, poi fissa il bipede e, all'improvviso:
- - 'Va che roba! Pratico no?... Ha quattro maniche! Preciso, preciso... O avrei dovuto inzupparmi il pelo?
- L'uomo di scatto guarda la gentile Barman:
- - ... Le pizzette sono fresche... Sì?
- - È che fuori all'improvviso è iniziato a piovere! Oddio! Io per abitudine me la sarei presa volentieri un po' d'acqua...- Il canide, incurante della reazione, continua e attrae nuovamente l'attenzione dell'uomo.
- - ... Ma prendo un po' di muschio e fango quando mi inumidisco e poi avrei dato fastidio a tutta questa bella gente, non trovi?
- - Forse 'sto aperitivo è un po' fortino stasera... - Lui di nuovo, alla donna.
- - Ma no! È analcolico!... Che cos'ha? Non sta bene?
- - No, niente... Mi scusi, una sensazione... - Poi pensa: "Non può essere! Non sta parlando con me!..."
- - ... Oppure pensavi che avrei dovuto tenere un ombrello fra i denti?... Ah! Ah!...
- "Madonna santa! Mi prende anche in giro ora?"
- Allucinato e spaventato, tenta di celare l'imbarazzo. Rapido e maldestro, paga il conto e si avvia verso l'uscita.
- - Ehi! Non mi racconti nulla della splendida creatura?... Ehi?! Non si saluta?
- Senza voltarsi, quasi istintivamente tira fuori una mano e la agita, facendo attenzione che nessun altro si accorga.
- - Sarà per la prossima volta. Vorrà dire che attenderò ancora. Ciao! E... A presto!... Ah! Mica piove ancora? Magari lo tolgo 'sto coso...
- L'uomo esce di fretta snobbando quell'ultima frase.
- "A presto?... Ma che cazzo mi succede? Cani parlanti con gli impermeabili..."
- - A presto certo! Cosa vuoi che ti dica?... Ci vediamo stasera al locale no?! Ma... Quale cane?
- - ... Come?... Cosa?
- - Aoh! Ma sei tutto scemo? Stasera...
- Si desta in un attimo, si scopre al telefono con Max e tenta di recuperare la lucidità in pochi secondi:
- - Sì! Al "Waits" intorno alle dieci e mezza... Non preoccuparti, mi ero distratto...
- Riattacca. Si alza di scatto e vola verso la palestra: stavolta davvero a testa bassa onde evitare altri strani incontri.
- ... ...
- Cielo nero ghiaccio.
- Stelle gialle: lucenti lame che fendono i ritagli di residue nubi pomeridiane.
- Occhi annebbiati dal fumo di un locale seminterrato, decisamente poco areato, ma con l'atmosfera migliore della città: il Waits è sempre saturo di amici e sconosciuti attratti dal suo groove.
- Max è quasi sempre seduto al piano e Chick armeggia con grazia il basso: insieme sono la colonna sonora portante di tutte le jam-session che risvegliano le notti più lunghe, di tutte le chiacchiere e le risa, dei pensieri e le preoccupazioni, di chi si prende la briga di prenotarsi un tavolino, uno dei pochi che restano liberi.
- Quel suono, quell'ambiente è così diverso da discoteche ugualmente fumose, ma senza calore e colore nelle loro nubi tossiche; così diverso anche da altri pub ove il "lounge" e il "new-jazz" sono solo un'etichetta sfruttabile finché dura.
- Al Waits no! Lì sembra che Davis7 abbia respirato la stessa aria che ora muove candele e tende.
- Lì il colore delle pareti, dei tavoli usati-vissuti, dei quadri e i manifesti di vecchi concerti sembrano immergerti dentro le fibre dei gessati degli "swingman", dentro i loro "rent-party" di Chicago8 o in piena 52a Strada a New York9...
- Anche se c'è un punto internet, schermi alle pareti e diffusione acustica ultramoderna...
- Gli amici, un gruppo di fedelissimi, hanno creato un ambiente comunicativo, aperto, socievole, contagioso. Ha fatto moda nella piccola città. Ma hanno anche permesso che sorpassasse periodi più difficili, che resistesse alle tendenze del momento, senza il bisogno della calca invivibile o delle grida assordanti; anzi l'esatto contrario è quello che dà vita al Waits: tavolini per due, tre... quattro persone, apparecchiati in modo che vi trovino posto un bicchiere di cabernet, come uno di birra, assaggi tipici e qualche specialità della casa. Musica. Sguardi. Battute. Cordialità e...
- Andy è al tavolo di Max: sì, così si chiama, o meglio lo chiamano, quell'allucinato folle sognatore di storie blu.
- È solo, ed effettivamente è un po' di tempo che non gli capita di prenotarne uno per se stesso... Per due magari.
- Sale sul palco, si unisce al duo col suo vecchio stonato Sax, improvvisa libero e fantasioso su "Autumn Leaves", ascolta profumati "Yeah!" dal pubblico, sorride e pensa che... Va bene. Va bene così!
- Quando la serata si approssima alla conclusione, è come ascoltare un lento sfumare di un vecchio vinile: il fruscio che aumenta, "four"10 di assolo... le ultime battute che si chiamano e si rincorrono, gli ultimi saluti di chi va via e, a poco a poco, l'incantevole orchestra di volti e voci chiude.
- Andy esce in strada, adagio, passi dondolanti, sereni e stanchi si avvia verso casa. È solo. Qualcosa sembra che lo scruti, che lo aspetti.
- I riflessi del finestrino posteriore di un'auto parcheggiata lì vicino distorcono l'immagine, ma sembra proprio...
- Un cane!
- Ora scorge bene la buffa espressione con la testa inclinata da un lato e quegli occhioni lucidi e scuri.
- Si avvicina, migliora la visuale e l'animale sembra sorridergli. Lui riconosce in quei brevissimi attimi l'assurdo sogno crepuscolare, si pizzica:
- - Ahi! Ma chi sei èh? - Gli chiede. Lui angola ancora di più il testone in un'espressione ancor più buffa.
- - Ma figurati!... Ti avevo chiesto solo chi fossi, così, tanto per dire. Non fare quel muso, era una scemenza -. Scherzoso e leggiadro fa per girare lo sguardo verso l'uscita e vedere se qualcun altro sta per raggiungerlo fuori.
- - No! Non è una scemenza! E non è mai troppo tardi!... Finora almeno!
- Andy spalanca gli occhi, si chiede da dove provenga quella voce... Ma purtroppo teme di saperlo fin troppo bene. Si volta aggressivo:
- - Chi sei tu?
- - Aridagli! E sono due! Va bene: sono un cane!...
- - Grazie... - Con sarcasmo Andy tenta di stoppare il logorroico canide.
- - Per ora, almeno...
- - Ma che dici? Mi prendi in giro? Che significa: per ora?
- - Significa che oggi sono un cane, domani potrei essere un Sax... Ieri ero una matita...
- - Tu sei completamente pazzo! Sei un cane, punto e basta!
- - Io pazzo? Chi è che sta parlando animatamente con un... cane? Chi è il pazzo adesso?
- - Ma che significa... Oh! Non ho tempo per centrifugarmi quel po' di sanità mentale che mi rimane, discorrendo di filosofia con un cane! Devo semplicemente aver bevuto troppo!
- - E no! Avevo detto che avrei atteso ancora, ma ora è il momento!... Visto che non ci arrivi, te lo spiego meglio: io sono esattamente la manifestazione vocale dei tuoi sentimenti, resi storpi dalla tua pigrizia, leggerezza, paura. Sono stanchi di essere sottovalutati proprio da te!
- - Come sarebbe: "Sottovalutati"?!
- - Sarebbe che non fai altro che alternare, aggiungere, cambiare oggetti, passioni, interessi. Non appena ti appaiono impegnativi, prendi e li fermi, li congeli, li fai girare a vuoto intorno allo stesso punto; quando non li dimentichi! E loro, i tuoi cari sentimenti, la tua anima, dietro, dietro a rincorrere, a trasformarsi, a tentare di manifestarsi, si sentono continuamente fuori luogo. Hai idea di quanto possa essere deprimente?
- - Beh! Scusa... Ma che dico?! Che cosa significa: "Fuori posto"? Io amo il mio Sax, i miei amici, e tutto ciò che faccio: dov'è il problema? Perché le mie emozioni dovrebbero sentirsi fuori posto, o disorientate?
- - Perché? Tu chiedi a me perché? Ma per quale dannato motivo sono anni che eviti accuratamente di sottoporti le tue domande preferite?
- - ... E quali sarebbero? Sentiamo...
- - Andiamo bene! Quando è, che hai smesso di chiederti cosa cerchi? Per quale motivo fissi il cielo quando ascolti "When I Fall In Love"? Perché indugi in un angolo qualsiasi della piazza e cerchi la scusa migliore per far tardi in palestra o al bar?
- - Ma perché volevo...
- - Silenzio! Pensi davvero che tutto ciò che la tua anima prova, tutto quello che pompa il tuo cuore, possa ridursi al volume d'aria che contiene un Sax? O alla quantità di matite consumate per disegnare qua e là senza direzione e scopo?
- - Beh! Veramente a me piace suonare, disegnare... ma il mio lavoro è un altro...
- - La verità è che tu hai sempre avuto paura di andare avanti, di conoscere e sfidare i tuoi limiti: con la musica, il disegno, il lavoro... Gli affetti! Poi senti che manca qualcosa e allora cambi e cerchi altrove, fino a quando non ti ritrovi nella stessa medesima posizione di prima. Saresti capace di ripetere questo tran-tran all'infinito, continuando a cercare dentro oggetti e soggetti nuovi ciò che tu non riesci ad esprimere di te stesso!
- - Ma dai! Non esagerare: mica sono così...
- - No!... Sei peggio! Troppo comodo suonare uno strumento, sbagliare sempre la stessa nota e assicurare che in fondo è soltanto un hobby! Troppo comodo sostenere che per disegnare, dipingere davvero ci vuol troppo tempo e che tu non ne hai. Troppo semplice liquidare una storia affermando che era sbagliata, che hai bisogno di riflettere, che non è il momento, che non vuoi impegni! E intanto ti indebolisci e "io" sono fermo all'inverno scorso!
- - Oh! Tu mi parli dell'inverno scorso? Ma tu sai quante volte ho provato a chiamarla? A raggiungerla?... E tu dov'eri? Eh?!
- - Come: dove ero? Tu non facevi altro che voltarti a destra e a manca: in un solo minuto eri capace di smarrirti fra tre, quattro persone contemporaneamente. Mai una volta che sicuro, convinto, mi avessi guardato negli occhi, riconosciuto e chiamato per nome!...
- - Stai mettendo in dubbio il mio affetto per "Lei" ora?
- - No, soltanto che hai avuto paura! E... Ti sei accontentato di piangerti addosso per un po' ed evitare di risolvere. Troppo semplice!
- - Tu dici che sarebbe tornata se io...
- - Non potrai più saperlo, ormai... Ma "Lei" non è e non sarà l'ultima; certo se continui ad evitare di conoscere veramente le persone, e di lasciarti conoscere... Anche oggi pomeriggio con quella ragazza: improvvisa, misteriosa, bellissima... Cosa hai fatto?
- - Cosa avrei dovuto fare? Correrle dietro? Ora vado!... - Ironico e innervosito, accenna qualche passo verso la vicina piazza centrale...
- - Fermati! Dove vai! Non fare il bambino! Era un esempio! Non è un delitto avvicinarsi ad una bella ragazza, chiederle l'ora, commentare una vetrina, invitarla a prendere un altrimenti tristissimo, ripetitivo e solitario aperitivo... Al massimo ti direbbe: "No, grazie"!
- - Ma vuoi mettere però...
- - ... Che atmosfera: la solitudine di una riflessione poetica su storie immaginarie di vita "blu"... -. Cantilenante e sferzante, demolisce la debole deviazione di Andy, poi più deciso affonda il colpo: - Sì, Vabè! Le solite infantili cazzate! Ma quando la smetti di vagare nel nulla? Ma perché non provi a chiamarmi per nome una volta, quando mi vedi?
- - E come?
- - Come? Come mi chiamavi quando vivevo in quel volto così dolce, vedevo con suoi occhi, scivolavo tra i suoi capelli, danzavo sulle sue labbra, sulle sue parole e... il suo corpo...
- - E... Eri là?... Proprio in Lei?
- - Sì, e mi sentivo crescere dentro, fino a quando non hai iniziato ad avere paura, hai smesso di giocare, ma anche di viverla quella storia e hai abbandonato il campo prima di chiamarmi... Ad alta voce!
- - Quindi il tuo nome...
- - Forza! Pronuncialo! Provaci, chiamami!
- - ... A... Am... Amore!?...
- - Sì! Finalmente! Certo: ora sono sotto sembianze decisamente "incomplete", dentro questo simpatico Labrador, però sono io!
- - Amore... Mi viene da ridere! È ridicolo pronunciarla 'sta parola: così, da sola, senza soggetto, davanti ad un... cane!
- - Sì, sembra ridicolo e sciocco, ma fa il bravo: abituati a nominarmi... ad individuarmi, senza approssimazioni e scuse inutili e dannose.
- - Ma come faccio a sapere quando ti avrò ritrovato?
- - Beh! È semplice: solo se mi cercherai, potrai riconoscermi. Solo se non ti nasconderai, e ti dimostrerai all'altezza, io mi rivelerò!
- L'uomo ora sembra affranto e dispiaciuto, come un bambino davanti ad un barattolo di "nutella" posto sul ripiano troppo in alto. Poi riconosce di aver trovato l'appoggio giusto, cambia la curva delle sue labbra e delle sopracciglia e limpido e rinfrancato:
- - Grazie! E... Scusa per...
- - Dovere! Non preoccuparti: "Ad majora"... Allenati, allenati!...
- - Amore!... Amore!... Amore!... - Senza vergogna: incoscientemente istintivo si lascia andare, come se avesse finalmente ammesso a se stesso i suoi segreti mai rivelati, i problemi mai risolti.
- - Ecco un vero esaurito! Ma che fai? La dichiarazione alla luna? Una nuova forma di licantropia?
- Chick, uscito dal locale, sorprende Andy quasi in preghiera davanti ad un finestrino di un'auto.
- - Ah! Ah! Licantropia: bella questa! No!... Niente... Ci vediamo domani Chick?
- - Sì, alla solita!... Buonanotte!... Devi riposare di più sai? - Voltandosi ancora una volta: - ... Rilassarti, pensare più a te... Prendi un cane!
- - Ah! Ah!... Un cane... Sì! È proprio quello che mi ci vuole! - Ironico, poi termina: - Buonanotte Chick! -
- L'amico va via sorridendo, svanendo tra aloni di lampioni ingialliti e il buio di una notte densa e stanca.
- Andy è distratto dal rumore di soffici passi al suo fianco: il cane ha scavalcato il finestrino anteriore, lasciato abbassato per lasciar passare l'aria... Forse?! Portando in bocca un... K-Way blu, si accuccia vicino ai suoi piedi e lo guarda, respirando giocondo con la lingua di fuori, restando in attesa.
- Spontaneamente Andy batte due volte la mano sulla gamba, si incammina e l'animale lo segue, trotterellando lieve e saltellante. Dopo un'energica carezza alla testa ciondolante del nuovo amico, infila una mano nella tasca; l'altra stringe la maniglia della valigetta del sax. Si allontana sereno verso casa: nelle orecchie e nel petto ancora risuonano le parole di una "conversation with a dog".
- Lei era davvero bella...
- Anche se ancora non pioveva.
- Anche se nessuno suonava jazz sotto un lampione.
- Anche se nessuno raccontava storie "blu" a chi non capiva.
- ... Anche se l'unica cosa blu di quell'umida sera di novembre era... Quel "cane col K-Way".
Fine
Colonna sonora consigliata: Now's The Time (Charlie "Bird" Parker) Autumn Leaves (versione di Keith Jarret in Still Live) When I Fall In Love (versione Charlie Parker) 2. Diz & Bird: Dizzy Gillespie e Charlie Parker, miti immortali del jazz, ideatori del Be-Bop.
3. Hipsters: fans smodati e Musicisti di jazz, dello swing e del bop di tendenza.
5. Ride (Raid): Piatto di grandi dimensioni dal suono secco e tintinnante, usato per battere il tempo.
6. Round Midnight: film sul jazz di Tavernier, enfatizzante il linguaggio "Blu" del jazz, melanconico e sognante; con Dexter Gordon, sax tenore mitico.
8. Rent Party a Chicago: feste casalinghe organizzate in semi-illegalità durante periodi di proibizionismo o per pagare affitti o risolvere problemi economici di amici.
9. 52a Strada a N.Y.: la strada del Be-Bop, densa di locali e vita notturna.
10. Four: andamento finale di un brano ove gli strumenti solisti si alternano in frasi improvvisate ogni quattro tempi (four, appunto).
... E sorride Immediato risveglio di luce gelida. Azzurro ghiaccio sulla pelle. Acuminati spilli nel cuore: scorrono nelle vene, pungono le dita. ... Blocca il moto! ... Spegne il fiato! ... Muto! Eremita dell'anima, conta le gocce di sudore... ... E sorride.
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Ins. 30-05-2005